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Guida al setup avanzato

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Estensioni vettoriali supportate

Attualmente QFieldCloud supporta layer in formato GeoPacchetto e PostGIS per la modifica collaborativa. Dovrebbero funzionare anche altri formati supportati da QGIS ma non sono ufficialmente supportati.

Lavorare con i GeoPacchetti

Usare i GeoPacchetti è solitamente la miglior soluzione per un setup semplice finalizzato a centralizzare i dati collezionati dai tuoi utenti QField in un unico file.

Per stabilire relazioni fra i layer, si raccomanda di aggiungere il campo UUID in ciascuna tabella, ed utilizzarlo come chiave esterna in alternativa ai valori del campo fid dei GeoPacchetti, in quanto soggetti a cambiamenti, e per evitare conflitti nel caso due persone inseriscano nuovi elementi contemporaneamente.

Esempio di flusso di lavoro (GeoPacchetti)

  1. Setup su QGIS desktop:
    1. Creare un nuovo progetto.
    2. Creare un layer di tipo GeoPacchetto e salvarlo nella medesima cartella del progetto QGIS.
    3. Impostare il GeoPacchetto in "Modifica offline" all'interno del plugin QFieldSync.
    4. Caricare il progetto su QField cloud
  2. Collezionare i dati sul proprio dispositivo tramite QField:
    1. Aprire QFieldCloud e importare il progetto.
    2. Collezionare ulteriori dati e caricare le modifiche.
  3. Scaricare i risultati su QGIS Desktop:
    1. Da QFieldSync, scaricare i file aggiornati (il file GeoPacchetto dovrebbe essere cambiato).

Attenzione

Questo flusso di lavoro non supporta la modifica del GeoPacchetto sul desktop, poiché essendo una base di file, l'intero GeoPacchetto verrà sostituito. Ciò significa che i dati possono essere digitalizzati solo utilizzando QFieldCloud.

PostGIS

L'uso dei layer PostGIS è una buona scelta se si desidera che i dati dei propri utenti QField vengano aggiornati direttamente nel proprio database da QFieldCloud quando sincronizzano il proprio lavoro senza passaggi ulteriori.

Richiede che il database sia pubblicamente accessibile e le credenziali devono essere salvate non crittografate nel progetto QGIS. Si prega di essere consapevoli delle implicazioni sulla sicurezza di tali requisiti, e ricordarsi di disporre di backup.

Esempio di flusso di lavoro (PostGIS)

  1. Setup su QGIS desktop:
    1. Creare un nuovo progetto.
    2. Aggiungere un layer PostGIS, assicurandosi di memorizzare le credenziali nel progetto.
    3. Assicurarsi che la connessione al database PostGIS sia pubblicamente accessibile (IP pubblico o nome di dominio, non funzionerà con 127.0.0.1 o localhost).
    4. Nelle impostazioni di progetto di QFieldSync, impostare il GeoPacchetto in Modifica offline se i propri utenti QField non disporranno di una connessione Internet affidabile sul campo oppure in Accesso diretto al database.
    5. Caricare il progetto su QField cloud
  2. Collezionare dati sul proprio dispositivo tramite QField:
    1. Aprire QFieldCloud e importare il progetto.
    2. Raccogliere alcuni dati (e caricare le modifiche una volta tornati in ufficio se si stava usando la Modifica offline).
  3. Visualizzare i risultati in QGIS per desktop:
    1. Tutte le modifiche dovrebbero essere visibili direttamente nel database PostGIS.

!!! Quando si utilizza Accesso diretto al database, QFieldCloud modificherà direttamente i dati sul database PostGIS. Questo funzionerà solo con una connessione Internet affidabile sul campo, ma ha il vantaggio che tutti i dati sono direttamente visibili a tutti gli utenti e consente di utilizzare qualsiasi configurazione specifica di PostGIS (trigger, campi generati, ecc.).

Nota

Quando si utilizza la Modifica offline, QField lavorerà su una copia locale del database in un GeoPacchetto, che verrà sincronizzato da QFieldCloud con il database originale. Questa è la scelta migliore se la connessione sul campo non è affidabile. Le modifiche saranno visibili agli utenti dopo la sincronizzazione con QFieldCloud. Poiché viene creata una copia locale, le funzionalità avanzate di PostGIS non saranno disponibili su QField. Come per i normali GeoPacchetti, se si definiscono relazioni, si consiglia di utilizzare UUID anziché chiavi primarie intere per evitare conflitti se più utenti creano dati contemporaneamente.

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